{"id":2454,"date":"2021-05-28T15:39:59","date_gmt":"2021-05-28T13:39:59","guid":{"rendered":"https:\/\/padovainfoto.it\/?page_id=2454"},"modified":"2024-07-15T10:04:43","modified_gmt":"2024-07-15T15:04:43","slug":"caffe-pedrocchi-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/caffe-pedrocchi-2\/","title":{"rendered":"Caff\u00e8 Pedrocchi"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"2454\" class=\"elementor elementor-2454\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-61b848e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"61b848e\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7070455\" data-id=\"7070455\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c1952c9 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"c1952c9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"715\" height=\"894\" src=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Cinzia-nagglife-Caffe-Pedrocchi-Primavera-1-819x1024.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-2460\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Cinzia-nagglife-Caffe-Pedrocchi-Primavera-1-819x1024.jpg 819w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Cinzia-nagglife-Caffe-Pedrocchi-Primavera-1-240x300.jpg 240w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Cinzia-nagglife-Caffe-Pedrocchi-Primavera-1-768x960.jpg 768w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Cinzia-nagglife-Caffe-Pedrocchi-Primavera-1.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 715px) 100vw, 715px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-fed2c5d\" data-id=\"fed2c5d\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-167ccc5 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"167ccc5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Il Caff\u00e8 Pedrocchi \u00e8 situato nel cuore del centro storico della citt\u00e0 di Padova, di fronte all\u2019Universit\u00e0.\u00a0 E uno tra i pi\u00f9 importanti e antichi caff\u00e8 nati nel primo Ottocento italiano e sopravvissuto fino ai giorni nostri, grande testimonianza del Risorgimento, frequentato da artisti, letterati italiani ed europei tra cui Eleonora Duse, il futurista Marinetti, D&#8217;Annunzio, Balzac e Stendhal, ma anche politici e patrioti, professori universitari e studenti.\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>La sua storia inizia con Francesco Pedrocchi, un caffettiere nato a Rovetta nel bergamasco nel 1719. All\u2019et\u00e0 di tredici anni come molti altri contemporanei emigr\u00f2 verso l\u2019allora capitale Venezia, dove aveva trovato lavoro come panettiere. <\/strong><strong>Giunto a Padova verso la met\u00e0 del Settecento trov\u00f2 lavoro presso una famosa Bottega d\u2019acqua Al Bo, di certo Pietro Zigno <\/strong><strong>situata in via Oberdan un tempo Via del Sale<\/strong><strong>. Coll\u2019andar degli anni Francesco, attivo, obbediente, intelligente, divenne socio col proprietario, ma nel 1772 iniziava per proprio conto una nuova caffetteria. Sposatosi con Angela Pedrinelli ebbe due figli: Francesco segu\u00ec la via degli studi e ANTONIO successe nel negozio del padre alla sua morte, avvenuta il 5 aprile del 1799. I guadagni aumentavano notevolmente, perci\u00f2 il nuovo proprietario concep\u00ec l\u2019idea di trasformare la sua bottega in ristorante dove i pranzi squisiti costavano al massimo una lira e mezzo, si mangiava bene e costava poco. Gi\u00e0 nel 1813 Stendhal, ospite durante l\u2019intero luglio, affermava che il Pedrocchi poteva ritenersi la migliore trattoria d\u2019 Italia da paragonare alle pi\u00f9 famose di Parigi.<\/strong><\/p><p><strong>La costruzione fu affidata all\u2019ingegnere Giuseppe Bisacco, ma insoddisfatto del risultato estetico Antonio decise di ricostruire il locale trasformandolo in un elegante ritrovo aristocratico e ne affid\u00f2 l\u2019esecuzione all\u2019architetto veneziano Giuseppe Jappelli. <\/strong><strong>I lavori iniziarono nel 1826, nel corso dei quali vennero alla luce importanti frammenti architettonici di et\u00e0 romana, ora conservati ai Musei Civici agli Eremitani.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-9c81e9b elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"9c81e9b\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-ede2853\" data-id=\"ede2853\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3bf4809 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3bf4809\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Il grande architetto nella progettazione si trov\u00f2 subito a dover risolvere il difficile problema di lavorare su un&#8217;area &#8220;a clavicembalo&#8221;, quasi triangolare, e a dover coordinare facciate spazialmente diverse: Jappelli scelse di costruire, dal lato della piazzetta Pedrocchi, due corpi con logge doriche unite visivamente da un&#8217;altra loggia corinzia al piano nobile. Davanti alle logge si trovano quattro leoni in pietra scolpiti dallo scultore romano Giuseppe Petrelli, imitanti quelli in basalto che ornano la cordata del Campidoglio a Roma. Ai lati degli ingressi vi sono busti di Antonio Pedrocchi e dello Jappelli stesso, invece sulla facciata monumentale si trovano i medaglioni in bronzo di Antonio e Domenico Cappellato Pedrocchi.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-0b77aa8 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"0b77aa8\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d8e9289\" data-id=\"d8e9289\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a22faaf elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a22faaf\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Il piano terra\u00a0si articola sulla monumentale e centrale Sala Rossa, tripartita da colonne ioniche in marmo giallo e absidata sul lato di fronte alle tre porte d\u2019ingresso della strada. La sala \u00e8 decorata alle pareti da grandi carte geografiche con gli emisferi capovolti, attribuite a Peghin da Luisa, ricordano che dopo la Rivoluzione Francese il mondo era stato anch\u2019esso capovolto. Il bancone di marmo, sollevato dal pavimento mediante sei zampe di leone \u00e8 collocato nel catino semiellittico. Sopra i passaggi di servizio troviamo due bassorilievi che rappresentano le allegorie dell\u2019Aurora e della Notte.<\/strong><\/p><p><strong>Ai suoi lati, simmetricamente, si aprono la Sala Bianca a sud, che conserva la targa con la citazione di Stendhal nella prefazione del suo romanzo \u201cLa certosa di Parma\u201d, nella quale lo scrittore cita il famoso zabaione Pedrocchi, che ebbe modo di degustare durante la sua visita a Padova, e il buco sul muro provocato da un colpo di fucile esploso l\u20198 febbraio 1848 nel corso dei moti di quell\u2019anno contro l\u2019Impero Austriaco, e la Sala Verde a nord, in corrispondenza delle logge, aperta a tutti, anche a studenti squattrinati che potevano fermarsi per leggere i quotidiani senza obbligo di consumare. Sembra che proprio da questo derivi il modo di dire \u00a0\u201crestare al verde\u201d. I nomi delle tre sale sono stati dati in onore dei colori della bandiera italiana dopo l\u2019Unit\u00e0.\u00a0\u00a0<\/strong><strong>Completano la fabbrica una stanza di servizio e una Sala Ottagonale adibita alla borsa, rimaneggiata nel 1950 e poi nel 1999.<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Il Caff\u00e8 fu aperto al pubblico il 9 giugno 1831 ed era talmente splendido che ottenne ben presto fama anche all\u2019estero. Antonio ebbe un modo assai singolare di trattare la clientela, fin da subito volle introdurre parecchie novit\u00e0. Chiunque poteva entrare anche solo per riposare o leggere i libri e i giornali, come \u201cIl Caff\u00e8 Pedrocchi\u201d (il primo di sei giornali intitolato al nome del Caff\u00e8), messi a disposizione dal locale. Alle donne veniva offerto un fiore e in caso di pioggia improvvisa un ombrello; una tabacchiera sempre piena e gli stuzzicadenti non mancavano mai su ogni tavolo, in caso servisse forniva ago e refe ai clienti, ed era aperto 24 ore su 24. Antonio Pedrocchi \u00e8 stato il primo che ha messo l\u2019illuminazione a gas nel suo caff\u00e8.<\/strong><\/p><p><strong>Nel 1838 il prospetto meridionale fu completato con la costruzione del Pedrocchino, destinato a offelleria, riflesso del viaggio a Londra di Jappelli dell&#8217;anno precedente: si tratta di un misto tra gotico (l\u2019angolo con le guglie traforate e le finestre aguzze) e neoclassico (l\u2019architettura che si rifaceva appunto a quella antica greca o romana). Le guglie, gli archi acuti polilobati e le balaustre traforate furono scolpiti da Antonio Gradenico su disegni di Giuseppe Jappelli.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5c6afc0 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5c6afc0\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-25 elementor-top-column elementor-element elementor-element-10a0fb4\" data-id=\"10a0fb4\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8bef037 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"8bef037\" data-element_type=\"widget\" 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class=\"elementor-column elementor-col-25 elementor-top-column elementor-element elementor-element-607d920\" data-id=\"607d920\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6d2ce2d elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"6d2ce2d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"715\" height=\"894\" src=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Gianpiero-junpiero_the_third_1968-Caffe-Pedrocchi-819x1024.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-3478\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Gianpiero-junpiero_the_third_1968-Caffe-Pedrocchi-819x1024.jpg 819w, 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elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8f0651b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Il piano superiore articolato in otto sale allestite secondo altrettanti stili diversi, fu inaugurato il 15 settembre 1842, in occasione del IV Congresso degli Scienziati Italiani. Il suo solenne ingresso \u00e8 posto in una delle due logge: lo spazio si apre con uno scalone d&#8217;onore che si conclude in una grande nicchia decorata a stucco con l&#8217;immagine delle sette muse danzanti. Tutte le sale ruotano intorno alla sala da ballo (Sala Rossini) dedicata a &#8220;Gioachino Rossini splendore e forza del canto italiano&#8221;. E\u2019 la sala pi\u00f9 grande, duecentocinquanta metri quadrati alle cui pareti sono appese piccole vittorie alate reggenti corone d\u2019alloro.\u00a0<\/strong><strong>Qui si tenevano le \u201cAccademie\u201d organizzate dalla Societ\u00e0 del Casino Pedrocchi, ossia i concerti, spesso accompagnati da lotterie e balli. Il soffitto si ricollega al tema musicale con quattro cetre disposte agli angoli e ornamenti a motivi di cigni, delfini, racemi. Il palco per l\u2019orchestra \u00e8 inquadrato da un finto sipario di cartapesta e stucco che richiama nel fasto del colore giallo-oro le ampie cortine dei teatri. Le pareti sono di colore bianco in marmorino con motivi di api, in ottone sbalzato, omaggio della visita di Napoleone a Padova.<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>Seguono la Sala Etrusca con il soffitto dipinto con figure nere su fondo rosso, la Sala Greca di forma ottagonale, decorata da Giovanni De Min con L&#8217;incontro tra Diogene e il gallo di Platone, la Saletta Romana, decorata nel 1841 dal bellunese Ippolito Caffi con vedute romane di Castel Sant&#8217;Angelo, del Foro Romano e di quello di Augusto, della Colonna Traiana e del Tempio di Minerva, tra le pitture pi\u00f9 interessanti dell&#8217;intero complesso. Alla sua sinistra la Sala Rinascimentale, con la pittura del soffitto di Vincenzo Gazzotto rimasta incompiuta, che conserva parte degli arredi originali: su di un lato la sala d\u00e0 sulla terrazza del prospetto meridionale, dall&#8217;altro si entra nella Sala Ercolana, decorata dal bellunese Pietro Paoletti, allievo di Demin.\u00a0<\/strong><strong>Le pareti in marmorino di questa stanza sono incorniciate da stucchi dorati che raffigurano grifi, rami e cavalli alati. Nei sette riquadri vengono per l\u2019appunto raffigurate le scene di vita con il Trionfo di Diana, dea della caccia, ideati in modo discontinuo nella narrazione: la serie si conclude con il dipinto sul soffitto con la scena di Diana che dispensa i premi alle sue alunne pi\u00f9 valenti, intorno figurine esilmente sospese a dei fili. La sala si compone anche del mobilio, originale dell&#8217;Ottocento, in cui figurano i quattro tavoli rotondi in marmo giallo e grigio, sorretti da un fusto ottagonale che termina con degli zoccoli caprini inseriti in ogni lato.<\/strong><\/p><p><strong>Dal lato opposto della sala da ballo, la Sala Egizia con il soffitto dipinto a cielo stellato. Qui troviamo copia delle quattro statue della dea Sakhmet, omaggio al noto scopritore di antichit\u00e0 Giovan Battista Belzoni, con il quale Jappelli aveva avuto personali contatti.\u00a0<\/strong><strong style=\"font-size: 14px; color: var( --e-global-color-secondary );\">La dea Sekhmet \u201cla Potente\u201d era una delle\u00a0divinit\u00e0\u00a0pi\u00f9 cruente e terrifiche dell\u2019antico Egitto, era in grado di generare il deserto dal proprio respiro. Una divinit\u00e0 solare, a volte ritenuta figlia di\u00a0Ra\u00a0(dio del sole di mezzogiorno). Era rappresentata interamente in forma umana con testa di leonessa.\u00a0 \u00a0<\/strong><strong style=\"font-size: 14px; color: var( --e-global-color-secondary );\">Le statue in pietra nera raffigurante la dea si possono vedere ai Musei Civici Eremitani.<\/strong><strong style=\"font-size: 14px; color: var( --e-global-color-secondary );\">\u00a0<\/strong><\/p><p><strong>I numerosi simboli egizi dispiegati in questa decorazione hanno funzione puramente ornamentale; l&#8217;omaggio a Belzoni si ripresenta nella vicina Sala Moresca, dove Giovanni Demin ha raffigurato un personaggio in abito arabo che scosta una cortina. Le pareti di quest\u2019ultima sala sono divise tra specchi riquadrati con fogliami dipinti e legni intagliati con decorazioni per lo pi\u00f9 naturali.<\/strong><\/p><p><strong>Dall\u20198 febbraio 2004 il Piano Nobile ospita il Museo del Risorgimento e dell\u2019Et\u00e0 Contemporanea.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-187b086 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"187b086\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-25 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2a5b9f4\" data-id=\"2a5b9f4\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap 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moglie Antonia Guzzoni non ha figli. Muore il 22 gennaio 1852, lasciando erede del suo patrimonio il figlio adottivo Domenico Cappellato Pedrocchi, il quale alla morte di quest\u2019ultimo avvenuta il 18 luglio 1891, per disposizione testamentaria avvenuta davanti al notaio Antonio Bana, don\u00f2 la vistosa eredit\u00e0 al Comune di Padova con il seguente vincolo: <\/strong><strong>\u201cFaccio obbligo solenne e imperituro al Comune di Padova di conservare in perpetuo, oltre la propriet\u00e0, l\u2019uso dello Stabilimento come trovasi attualmente, cercando di promuovere e sviluppare tutti quei miglioramenti che verranno portati dal progresso dei tempi mettendolo al livello di questi e nulla tralasciando onde nel suo genere possa mantenere il primato in Italia\u201c.<\/strong><\/p><p><strong>Il Caff\u00e8 doveva mantenere anche la consuetudine di restare aperto ventiquattro ore su ventiquattro, ma la prima guerra mondiale imporr\u00e0 la chiusura nelle ore notturne e l\u2019usanza che far\u00e0 dire del Pedrocchi il Caff\u00e8 senza porte, voluta gi\u00e0 dal vecchio Antonio, sar\u00e0 abbandonata nel 1916.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-f6e923b elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"f6e923b\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-ea5fb69\" data-id=\"ea5fb69\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-34efd45 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"34efd45\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Subito dopo la grande guerra inizi\u00f2 un periodo di degrado che portarono alla chiusura temporanea dello storico locale. Nel 1924 iniziarono i lavori di restauro con il progetto dell\u2019architetto Angelo Pisanin che in parte modificarono la struttura, il vicolo retrostante venne trasformato in una galleria coperta da vetrocemento da cui ricava negozi, un telefono pubblico e una fontana in bronzo, sventrando parte dell\u2019Offelleria, del Ristorante e demolendo la Sala del Biliardo. Durante il restauro il Pedrocchi venne spogliato di gran parte degli arredi originali disegnati dallo stesso Jappelli, compreso lo storico bancone in marmo. Fu riaperto al pubblico il 4 novembre del 1950. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Durante gli anni \u201980 e \u201990 il caff\u00e8 rimane chiuso fino a quando, nel 1994, si decide di recuperare i locali e ripristinare l\u2019aspetto originale della struttura, con un progetto diretto dall\u2019architetto Umberto Riva.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il caff\u00e8 fu restituito ai cittadini di Padova il 22 dicembre 1998.&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Oggi il Caff\u00e8 Pedrocchi continua l\u2019antica tradizione proponendo ai turisti ricette storiche e segrete come il caff\u00e8 alla menta e lo zabaione Stendhal.<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-fa916b0 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"fa916b0\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-b240383\" data-id=\"b240383\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5a81282 elementor-align-center elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"5a81282\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/caffe-pedrocchi\/\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Galleria Fotografica<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Caff\u00e8 Pedrocchi \u00e8 situato nel cuore del centro storico della citt\u00e0 di Padova, di fronte all\u2019Universit\u00e0.\u00a0 E uno tra i pi\u00f9 importanti e<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2454"}],"collection":[{"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2454"}],"version-history":[{"count":51,"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2454\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11786,"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2454\/revisions\/11786"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}