{"id":3620,"date":"2022-03-19T21:25:31","date_gmt":"2022-03-19T20:25:31","guid":{"rendered":"https:\/\/padovainfoto.it\/?page_id=3620"},"modified":"2024-07-15T09:05:05","modified_gmt":"2024-07-15T14:05:05","slug":"universita-palazzo-bo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/universita-palazzo-bo\/","title":{"rendered":"Universit\u00e0  &#8211; Palazzo Bo"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"3620\" class=\"elementor elementor-3620\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-79ba2d8 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"79ba2d8\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-3680c7f\" data-id=\"3680c7f\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5317ae1 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"5317ae1\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"715\" height=\"544\" src=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/700-768x584-1.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-10577\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/700-768x584-1.png 768w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/700-768x584-1-300x228.png 300w\" sizes=\"(max-width: 715px) 100vw, 715px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-990203a\" data-id=\"990203a\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5254ad3 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5254ad3\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>La fondazione dell\u2019Universit\u00e0 di Padova affonda le sue radici in quei processi storici che coinvolsero l\u2019Europa occidentale nel primo e secondo secolo dopo il Mille e che indussero all\u2019allargamento del sapere ed al rinnovamento dei suoi contenuti, sulla spinta delle trasformazioni economiche che stavano cambiando il volto del vecchio continente e ponendo le basi per il lento passaggio dal Medioevo al Rinascimento. Formatasi sulla translatio studii, ossia sul trasferimento spontaneo di un gruppo di docenti e studenti provenienti dall\u2019Universit\u00e0 di Bologna (fondata circa nell\u2019anno 1088 e riconosciuta ufficialmente come Alma Mater di tutte le Universit\u00e0 occidentali), l\u2019Universit\u00e0 di Padova celebra nel 1222 l\u2019anno ufficiale della sua fondazione. A quell\u2019epoca risalgono infatti i primi documenti relativi allo Studium Patavinum, che registrano cio\u00e8 una regolare e stabile organizzazione universitaria, pubblicamente riconosciuta. Nell\u2019antico motto dello Studio \u201cUniversa Universis Patavina Libertas\u201d \u00e8 racchiusa la peculiarit\u00e0 dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, ossia la grande libert\u00e0 accademica concessa a professori e studenti e le felici condizioni di civile cultura che ne favorirono la costituzione. L\u2019Universit\u00e0 sin dalle origini godette infatti di particolare tutela garantita prima dal libero Comune nel XIII secolo e poi dalla Signoria dei Carraresi nel XIV secolo e dalla Repubblica di Venezia dal 1405 alla fine del Settecento.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-bff2cdb elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"bff2cdb\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-341eb2f\" data-id=\"341eb2f\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3c8ce70 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3c8ce70\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Affermatasi inizialmente come centro di studi giuridici e teologici, lo Studio allarg\u00f2 progressivamente e ampiamente ad altre dottrine tra cui medicina, filosofia, astronomia, grammatica e retorica. Nel 1399 l\u2019Universit\u00e0 fu divisa in due settori: la Universitas Iuristarum nella quale si coltivavano diritto civile e diritto canonico e la Universitas Artistarum, comprendente medicina, filosofia, teologia, grammatica, dialettica, retorica e astronomia. La riunificazione delle due universit\u00e0 ebbe luogo nel 1813. Inizialmente l\u2019Universit\u00e0 fu organizzata come libera corporazione di studenti e articolata secondo criteri etnico-geografici, le nationes, che a loro volta facevano riferimento a due grandi gruppi: citramontani (o italiani) e oltramontani (non italiani); erano quindi gli studenti ad approvare gli statuti ed eleggere i docenti, retribuendoli con il ricavato di collette. Per tutto il Trecento i Signori da Carrara protessero l&#8217;Universit\u00e0 e non ne intaccarono gli statuti di autonomia e di libert\u00e0, favorirono l&#8217;afflusso di studenti da tutta Europa e chiamarono ad insegnare al Bo i migliori docenti, facilitando anche la loro permanenza a Padova, invitandoli a far parte della loro Cancelleria e considerandoli loro familiari. Ottennero con Bolla di Papa Urbano V nel 1363 per l&#8217;Universit\u00e0 la facolt\u00e0 di Teologia che, allora, esisteva solo alla Sorbona e a Bologna. Ma fu soprattutto nel Quattrocento e nel Cinquecento che l\u2019Universit\u00e0 di Padova assurse a fama internazionale beneficiando soprattutto dello straordinario clima di libert\u00e0 e tolleranza religiosa favorito dalla Repubblica di Venezia, da cui Padova dipese dal 1405 al 1797. Il Cinquecento fu il secolo d\u2019oro dell\u2019Universit\u00e0 Patavina che divenne uno dei pi\u00f9 prestigiosi luoghi di studio d\u2019Europa, punto di eccellenza della cultura umanistica e rinascimentale. Nasce e si perfeziona in questo secolo l\u2019idea-struttura di Gymnasium Omnium Disciplinarum, oggi diffusa in tutto il mondo. In questo periodo si colloca il glorioso contributo del Gymnasium di Padova al nascere della rivoluzione scientifica. Vi concorsero lo sviluppo del pensiero filosofico, le grandi scuole di anatomia e medicina, e la grande avventura in astronomia, fisica e matematica.<\/p><p>Il secolo si apre e si chiude con due nomi eccellenti, Copernico e Galileo, registra la realizzazione del complesso di edifici noti con il nome di Palazzo Bo, sede storica ed antica dell\u2019Universit\u00e0, del Teatro Anatomico e dell\u2019Orto Botanico. Studenti provenienti da tutta Europa erano richiamati dalla fama dell\u2019insegnamento e dallo spirito di tolleranza assicurato da Venezia. Dalla seconda met\u00e0 del Seicento e per tutto il Settecento il ruolo dell\u2019Universit\u00e0 di Padova si trova ridisegnato all\u2019interno della grande rete culturale ed universitaria europea e si amplia ulteriormente con la fondazione dell\u2019Osservatorio Astronomico e con l\u2019istituzione di nuove cattedre (Chimica ed Agraria). Con il tramonto della Repubblica di Venezia e le successive traversie politiche fino all\u2019unificazione della nazione italiana (1866) l\u2019Universit\u00e0 svolge a buon livello il suo ruolo regionale nonostante i condizionamenti alla libert\u00e0 intellettuale e al ridotto sostegno fornito dal governo asburgico. Nell\u2019800 studenti e professori padovani partecipano numerosi alle lotte risorgimentali per l\u2019indipendenza, anche con sommosse insurrezionali locali (febbraio 1848). Durante la Seconda Guerra Mondiale si distingue come centro del Veneto nella lotta di liberazione contro il nazifascismo e al termine del conflitto viene decorata di Medaglia d\u2019oro al valor militare per il sacrificio di tante giovani vite nella lotta per la riconquista della libert\u00e0. Oggi l\u2019Universit\u00e0 di Padova occupa uno dei primissimi posti tra gli Atenei italiani di maggior prestigio, ha impostato una controllata politica di articolazione e diffusione territoriale dilatando la sua presenza nel Veneto e dal 1995 \u00e8 dotata di statuto autonomo.<\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7cb5e62 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7cb5e62\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5602bd1\" data-id=\"5602bd1\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1809ec4 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"1809ec4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"715\" height=\"715\" src=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/376443241_694577126032445_6593705466466980880_n.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-10592\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/376443241_694577126032445_6593705466466980880_n.jpg 1024w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/376443241_694577126032445_6593705466466980880_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/376443241_694577126032445_6593705466466980880_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/376443241_694577126032445_6593705466466980880_n-768x768.jpg 768w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/376443241_694577126032445_6593705466466980880_n-215x215.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 715px) 100vw, 715px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-8633015\" data-id=\"8633015\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8b2e474 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8b2e474\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div dir=\"auto\">Sul sigillo dell&#8217;Universit\u00e0 sono raffigurati il Cristo risorto e Santa Caterina d&#8217;Alessandria, ovvero i patroni delle due distinte universit\u00e0 dalla cui unione nasce l\u2019attuale ateneo.<\/div><div dir=\"auto\">In particolare, Cristo risorto era considerato il patrono dei medici, chiamati a ridare vita ai corpi malati, mentre Santa Caterina era la patrona dei giuristi, perch\u00e9 secondo la tradizione si difese da sola nel processo intentatole dagli idolatri prima di subire il martirio, stupendo tutti con la sua eloquenza. Per questo \u00e8 raffigurata con lo strumento del suo supplizio (la ruota dentata) e con la palma, simbolo con il quale nell&#8217;iconografia cattolica sono raffigurati i martiri.<\/div>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-b8be88d\" data-id=\"b8be88d\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-379edf2 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"379edf2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"450\" height=\"449\" src=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Logo.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-10594\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Logo.jpg 450w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Logo-300x300.jpg 300w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Logo-150x150.jpg 150w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Logo-215x215.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-91b56c7 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"91b56c7\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1853ec0\" data-id=\"1853ec0\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c12de1c elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"c12de1c\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h3 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Itinerario di visita<\/h3>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1679f6b elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1679f6b\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-b270ee6\" data-id=\"b270ee6\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-27e129f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"27e129f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>L\u2019antico complesso del Bo \u00e8 ancora oggi sede di attivit\u00e0 universitarie varie, tra cui cerimonie e celebrazioni ufficiali, convegni, conferimenti di lauree, attivit\u00e0 di studio e ricerca. E\u2019 comunque consentito visitare i luoghi pi\u00f9 significativi in giorni ed orari fissi della settimana.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-ee0bf05 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"ee0bf05\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-f96ae50\" data-id=\"f96ae50\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1514f21 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"1514f21\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>La visita parte dal Cortile Antico, opera di Andrea Moroni (1546-1587), il maggiore architetto, di origini bergamasche, attivo a Padova intorno alla met\u00e0 del 16\u00b0 secolo, autore anche di altri insigni monumenti quali il Palazzo comunale, la Basilica di Santa Giustina e l\u2019Orto Botanico. Il Cortile \u00e8 una delle pi\u00f9 belle costruzioni rinascimentali di Padova: circondato da una doppia loggia a due ordini, (dorico e ionico) \u00e8 decorato dagli stemmi (complessivamente l\u2019Universit\u00e0 ne conserva circa 3000) dei rettori e dei loro consiglieri che ressero l\u2019ateneo dal 1592 al 1688.\u00a0\u00a0Alcuni stemmi sono stati dipinti direttamente sul muro, altri sono stati scolpiti in pietra e posizionati contro il muro. Tali stemmi possono anche essere trovati in gran numero negli auditorium.\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-05b0774 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"05b0774\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-25 elementor-top-column elementor-element elementor-element-27d82a0\" data-id=\"27d82a0\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1704486 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"1704486\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"715\" height=\"894\" src=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ksenia-ksushetta-Palazzo-Bo-Universita-3-819x1024.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-3632\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ksenia-ksushetta-Palazzo-Bo-Universita-3-819x1024.jpg 819w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ksenia-ksushetta-Palazzo-Bo-Universita-3-240x300.jpg 240w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ksenia-ksushetta-Palazzo-Bo-Universita-3-768x960.jpg 768w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ksenia-ksushetta-Palazzo-Bo-Universita-3.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 715px) 100vw, 715px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-25 elementor-top-column elementor-element elementor-element-56901ae\" data-id=\"56901ae\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7b5f950 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"7b5f950\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"715\" height=\"893\" src=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Virginia-Stoppa-virginiastoppa-Universita-820x1024.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-7939\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Virginia-Stoppa-virginiastoppa-Universita-820x1024.jpg 820w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Virginia-Stoppa-virginiastoppa-Universita-240x300.jpg 240w, 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Elena \u00e8 conosciuta come la prima donna laureata al mondo, avendo ottenuto la laurea in filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Padova il 25 giugno del 1678.<\/p><p>Elena Lucrezia Cornaro, nacque a Venezia\u00a0 il 5 giugno 1646 presso Rialto, da una nobilissima famiglia da cui uscirono quattro dogi, nove cardinali, imparentata con Caterina Cornaro regina di Cipro e poi signora di Asolo. Il padre Giovanni Battista Cornaro procuratore di San Marco, aveva intuito il talento della figlia e fu incoraggiato sia dal parroco di San Luca sia dallo studioso Giovanni Battista Fabris ad avviarla sin dall\u2019et\u00e0 di sette anni agli studi classici.\u00a0Sin da piccola studi\u00f2 matematica, filosofia, teologia, astronomia, geografia, greco antico, latino, spagnolo, ebraico musica, con prestigiosi studiosi dell\u2019epoca. A diciannove anni prese i voti come oblata benedettina. Esortata dagli insegnanti e dal padre, chiese al Collegio dell\u2019Universit\u00e0 di Padova di poter essere ammessa al Dottorato in Teologica. La condizione di donna fu un ostacolo insuperabile a cui si oppose il Cardinale Gregorio Barbarigo in quanto riteneva &#8220;uno sproposito&#8221; che una donna potesse diventare &#8220;dottore&#8221;, perch\u00e9 avrebbe significato \u00abrenderci ridicoli a tutto il mondo\u00bb.\u00a0Dopo una lunga perseveranza di richieste e grazie alla mediazione di Rinaldini, il Collegio decise di accogliere la richiesta riconoscendo un dottorato in filosofia \u201cmagistrata in philosophia tantum\u201c ed aggregata al Collegio di filosofi e medici dell\u2019universit\u00e0 Patavina.\u00a0Dopo un breve ritorno a Venezia, visse a Padova dove fu colta da prematura morte per tubercolosi il 26 luglio 1684. Fu tumulata nella locale abbazia benedettina di Santa Giustina.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-222a453 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"222a453\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-515f61f\" data-id=\"515f61f\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3ea7e2d elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"3ea7e2d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"715\" height=\"894\" src=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Ksenia-ksushetta-Palazzo-Bo-Universita-5-819x1024.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-10699\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Ksenia-ksushetta-Palazzo-Bo-Universita-5-819x1024.jpg 819w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Ksenia-ksushetta-Palazzo-Bo-Universita-5-240x300.jpg 240w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Ksenia-ksushetta-Palazzo-Bo-Universita-5-768x960.jpg 768w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Ksenia-ksushetta-Palazzo-Bo-Universita-5.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 715px) 100vw, 715px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-02d45ce\" data-id=\"02d45ce\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3900a80 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3900a80\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Salendo un ampio scalone si giunge al loggiato superiore.<\/p><p>Qui la visita prosegue con l\u2019ingresso al famoso Teatro Anatomico. Costruito per volont\u00e0 del celebre professore di anatomia Gerolamo Fabrici d\u2019Acquapendente nel 1594, \u00e8 perfettamente conservato. Si tratta sicuramente del primo teatro anatomico stabile del mondo &#8211; in precedenza infatti, per assistere alle autopsie, si costruivano strutture smontabili &#8211; che manifesta la volont\u00e0 di affidare all\u2019anatomia pratica una \u2018schola\u2019 propria ed apposita dove custodire tutto l\u2019occorrente per le dissezioni. Il teatro realizzato da artigiani locali su progetto di d\u2019Acquapendente e fra\u2019 Paolo Sarpi, \u00e8 in legno a forma di cono rovesciato con pianta ellittica e sei ordini concentrici di gradini (sul modello del Colosseo o dell\u2019Arena di Verona) che si alzano intorno al tavolo anatomico. Le balaustre sono in noce intagliato e dietro ad esse si disponevano, in piedi, gli studenti per assistere alla lezione. Utilizzato per l\u2019insegnamento fino al 1872 il teatro \u00e8 stato restaurato nel 1991-92.\u00a0In quest&#8217;aula, dal 1711 al 1771,<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong>insegn\u00f2 tra gli altri Giovanbattista Morgagni<\/strong>, padre della moderna anatomo-patologia.<\/p><p>All&#8217;ingresso del teatro anatomico \u00e8 visibile l&#8217;iscrizione in latino &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Hic_est_locus_ubi_mors_gaudet_succurrere_vitam\">Mors ubi gaudet succurrere vitae<\/a>&#8220;, ossia &#8220;Dove la morte \u00e8 lieta di soccorrere la vita&#8221;.<\/p><p>Nella saletta adiacente al Teatro \u2013 un tempo \u201ccucina\u201d del teatro stesso, cio\u00e8 luogo utilizzato dagli studenti per preparare gli organi da studiare, \u00e8 allestita una piccola mostra storica permanente.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-15b3965 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"15b3965\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5bc208a\" data-id=\"5bc208a\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8c35138 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8c35138\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Attivit\u00e0 accademiche permettendo, il percorso prosegue solitamente con la visita della Sala dei Quaranta e dell\u2019Aula Magna.<\/p><p>La Sala dei Quaranta \u00e8 decorata da 40 ritratti di illustri stranieri, studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, provenienti da tutti i Paesi d\u2019Europa. Eseguiti a tempera da Giacomo dal Forno (1942) essi, tra gli altri, ritraggono:<\/p><ol><li>DAMIANO DE GOES (1502-1574), portoghese. Soggiorn\u00f2 a Padova dal 1533 e vi consegui la laurea nel 1538. Allievo e amico di Erasmo da Rotterdam, fu diplomatico e storico.<\/li><li>ANTONIO AGUSTIN (1517-1586), spagnolo. Storico del diritto e filologo, fu diplomatico e arcivescovo di Tarragona.<\/li><li>EMILE PERROT (?-1556), francese. Consegu\u00ec il dottorato a Padova nel 1531. Umanista e giureconsulto, ricoperse cariche politiche di rilievo a Parigi.<\/li><li>MICHEL DE L\u2019HOSPITAL (1504 ?-1573), francese. Si addottoro a Padova \u201cutroque iure\u201d. Consigliere di Caterina de\u2019 Medici, nel 1560 divenne cancelliere di Francia, dando prova di tolleranza nei conflitti religiosi.<\/li><li>CASPAR BAUHIN (1560-1624), svizzero. Dopo aver seguito gli studi a Padova, fu professore di anatomia e botanica a Basilea. Si ricordano, tra le sue opere, il Pinax theatri botanici. Descrisse la valvola ileocecale cui venne dato il suo nome.<\/li><li>JEAN PREVOST (1585-1631), svizzero. Laureatosi a Padova del 1607, botanico e medico, fu allievo e successore di Prospero Alpini. Medicina pauperum \u00e8 la sua opera principale.<\/li><li>ADRIAAN VAN DEN SPIEGEL (1578-1625), fiammingo. Allievo di Acquapendente e Casseri, ricopr\u00ec la cattedra di anatomia e chirurgia. Sue opere principali sono il De formato foetu e il De humani corporis fabrica libri decem, che fu arricchito dal Bucrezio con splendide incisioni del Casseri. Descrisse il lobo epatico che porta il suo nome.<\/li><li>JOHANNES VAN HEURNE (1543-1601), olandese. Allievo di Fabrici e Guilandino, fu medico famoso a Leida.<\/li><li>THOMAS LINACRE (ca. 1460-1524), inglese. Frequent\u00f2 l\u2019Universit\u00e0 di Padova dal 1484, addottorandosi in medicina. Ebbe rapporti culturali con Demetrio Calcondila e Nicol\u00f2 Leoniceno. Tornato in patria, vi form\u00f2 un cenacolo di dotti umanisti, ammiratori del Rinascimento italiano. Fu medico personale di Enrico VIII, amico di Erasmo e maestro di Tommaso Moro. Umanista famoso, insegn\u00f2 greco ad Oxford e tradusse in latino diverse opere di Galeno. Fond\u00f2 il Royal College of Physicians.<\/li><li>FRANCIS WALSINGHAM (1532-1590), inglese. Studente a Padova tra il 1550 e il 1556, fu consigliere della regina Elisabetta d\u2019Inghilterra. Abile statista, esercit\u00f2 un ruolo rilevante nell\u2019organizzare la difesa delle isole britanniche e nel rendere possibile la sconfitta della Invencible Armada spagnola (1588).<\/li><li>WILLIAM HARVEY (1578-1657), inglese. Consigliere della natio anglica, il suo stemma figura nel Cortile Antico dell\u2019Universit\u00e0. Fu allievo di Fabrici d\u2019Acquapendente e si laure\u00f2 in medicina nel 1602. Membro del Royal College of Physicians, fu medico del re Carlo I. A Padova apprese i fondamenti su cui poggia la sua scoperta, la circolazione del sangue, pubblicata nel 1628 nella Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus, che segna l\u2019inizio della fisiologia moderna e rappresenta una tappa rivoluzionaria nella storia della medicina. Dopo aver provato, su solide basi sperimentali, l\u2019insostenibilit\u00e0 della concezione galenica, allora accettata, sul movimento oscillatorio del sangue, Harvey ne dimostra il moto circolare con argomentazioni quantitative stringenti di derivazione galileiana e sperimentazioni emodinamiche accurate, basate sugli studi morfologici condotti da Fabrici sulle valvole delle vene.<\/li><li>OLIVER GOLDSMITH (1728-1774), irlandese. Presente a Padova nel 1755 e nel 1757, poeta e commediografo, tra i suoi lavori teatrali ricordiamo The good-natur\u2019d man e She stoops to conquer.<\/li><li>JOHN RUTHVEN (sec. XVI), scozzese. Terzo conte di Gowrie, si iscrisse all\u2019Universit\u00e0 di Padova, di cui fu rettore per un anno. Mor\u00ec per ragioni oscure in uno scontro con la scorta del re Giacomo VI.<\/li><li>OLOF RUDBECK (1630-1702), svedese. Studente a Padova, condusse studi approfonditi sui vasi linfatici. Fu poi professore di medicina nell\u2019Universit\u00e0 di Uppsala, di cui fu anche rettore; ne arricch\u00ec e rinnov\u00f2 le infrastrutture scientifiche, facendo costruire un anfiteatro anatomico, tuttora esistente, sul modello di quello inaugurato nel 1594 a Padova da Fabrici d\u2019Acquapendente.<\/li><li>OLAUS WORM (1588-1654), danese. Lo troviamo a Padova a partire dal 1609, allievo dell\u2019Acquapendente e del Casseri. Nel 1613 fu nominato professore di filosofia e quindi di medicina nell\u2019Universit\u00e0 di Copenhagen dove fond\u00f2 anche un museo di minerali.<\/li><li>PIER GIOVANNI RESENIUS (1625-1688), danese. Laureatosi in diritto a Padova nel 1653, fu professore a Copenhagen e consigliere di stato. Profondo conoscitore delle antichit\u00e0 scandinave, fu il primo editore dell\u2019Edda.<\/li><li>THOMAS BARTHOLIN (1616-1680), danese. Membro di una dinastia di medici e anatomisti, \u00e8 considerato, insieme al fratello Erasmo, che pure studi\u00f2 a Padova, e al padre Caspar, uno dei fondatori della scuola medica danese. Allievo di Vesling (1598-1649), fu autore di importanti scoperte anatomiche, tra cui la descrizione del dotto linfatico toracico nell\u2019uomo riportata nel De lacteis thoracis in homine brutisque nuperrime observatis. Il figlio, Caspar secundus, descrisse le strutture anatomiche che ne presero il nome, le ghiandole del Bartolini e il dotto sublinguale del Bartolini.<\/li><li>NICOLO DA CUSA (1401-1464), tedesco. Originario di Treviri, dopo aver studiato filosofia e diritto canonico a Heidelberg, fu a Padova dal 1417 al 1423 divenendo doctor decretorum. Svolse con deciso impegno attivit\u00e0 diplomatica per favorire l\u2019unione della chiesa d\u2019oriente con quella d\u2019occidente. Cardinale e vescovo di Bressanone, fu uomo di profonda cultura umanistica. Nella sua opera pi\u00f9 importante De docta ignorantia pone la matematica al servizio della filosofia nell\u2019esaminare i limiti della conoscenza umana.<\/li><li>JOHANN GEORG WIRS\u00dcNG (ca. 1600-1643), tedesco. Fu studente e consegu\u00ec la laurea in medicina a Padova. Prosettore di Johann Vesling, a lui si devono la scoperta e la prima descrizione del dotto pancreatico. Incise egli stesso la lastra in rame, tutt\u2019ora conservata nell\u2019antico palazzo del Bo, che rappresenta con molta chiarezza questa struttura anatomica.<\/li><li>WERNER ROLFINCK (1599-1673), tedesco. Amburghese, si addottor\u00f2 in medicina a Padova nel 1625. Allievo di Adriaan van den Spiegel, gli fu affidato l\u2019insegnamento dell\u2019anatomia. Chiamato a Jena, vi tenne le lezioni di anatomia, chirurgia e botanica, fondandovi un laboratorio di chimica e un teatro anatomico esemplato su quello di Padova.<\/li><li>TAS DI C\u00c9RNA HORA, o PROTASIUS DI CZERNAHORA, ceco. Fu studente a Padova. Vescovo della diocesi di Olm\u00fctz, fu considerato un profondo interprete della cultura umanistica. Si impegn\u00f2 politicamente in favore del partito cattolico e dell\u2019avvento al trono di Boemia (1469) del re Mattia Corvino d\u2019Ungheria (1440-1490).<\/li><li>JAN KRTITEL BOHAC (1724-1768), boemo. A Padova fu allievo del Morgagni. Naturalista e professore di medicina nel Carolinum di Praga.<\/li><li>WITELO (ca. 1230 \u2013 ca. 1275), polacco. Fu uno dei pi\u00f9 illustri studiosi del suo tempo. Dopo essere stato a Parigi, studi\u00f2 a Padova diritto canonico tra il 1262 e il 1268. La sua opera principale, Prospectiva, che affronta lo studio dei problemi dell\u2019ottica, ebbe grandissima diffusione e fu uno dei testi di riferimento in questo ambito fino al sec. XVII.<\/li><li>KLEMENS JANICKI (1516-1543), polacco. Umanista e fine poeta, ebbe il lauro nel 1540 dal podest\u00e0 di Padova, il conte palatino Marcantonio Contarini.<\/li><li>JAN KOCHANOWSKI (1530-1584), polacco. Fu a Padova tra il 1552 e il 1558. Nei suoi componimenti poetici ricorre un amore padovano sullo sfondo del paesaggio euganeo. Profondo ammiratore di Tito Livio e di Francesco Petrarca, ne visit\u00f2 l\u2019arca ad Arqu\u00e0 che ricord\u00f2 in una sua poesia. Viene ritenuto il primo poeta nazionale polacco.<\/li><li>FRANCISK SKORINA (ca. 1490 &#8211; ca. 1551), bielorusso. Addottoratosi in medicina a Padova nel 1512, pose le fondamenta del linguaggio letterario bielorusso, stampando il primo libro in una lingua slava dell\u2019est, lo Psalterium, edito nel 1517.<\/li><li>PETER VASILJEVI\u010c POSTNIKOV (? &#8211; 1716), russo. Dopo aver studiato greco e latino, venne a Padova nel 1692, addottorandosi in medicina e filosofia nel 1694. Complet\u00f2 la sua preparazione a Leida, avendo tra i suoi maestri il grande clinico, \u201ctotius Europae praeceptor\u201d, Hermann Boerhaave. Esercit\u00f2 funzioni diplomatiche per lo Zar Pietro I in diversi Paesi, \u00e8 considerato il primo russo che consegu\u00ec la laurea in medicina.<\/li><li>JANOS DA CSEZSMICZE (Janus Pannonius) (1434-1472), ungherese. Studi\u00f2 a Padova dal 1454 al 1458, e consegu\u00ec il dottorato in diritto canonico. A Padova scrisse anche una Laus Andreae Mantegnae pictoris patavini, artista da cui era stato ritratto. Ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura umanistica in Ungheria e pose le basi della letteratura magiara.<\/li><li>STEFAN BATHORY (1533-1586), ungherese. Nel 1549 il Bathory studiava a Padova. Nel 1571 divenne voivoda di Transilvania e nel 1575, dopo l\u2019abdicazione di Enrico di Valois, fu eletto re di Polonia. Promosse una decisa politica di unit\u00e0 nazionale e di tolleranza religiosa. Difese strenuamente l\u2019indipendenza polacca contro gli Asburgo, i Russi e i Turchi.<\/li><li>JANOS SAMBOKY (Johannes Sambucus), ungherese (1531-1584). Studi\u00f2 a Padova dal 1553 al 1557 e si laure\u00f2 in medicina. Figura eminente dell\u2019umanesimo ungherese e approfondito conoscitore dei testi classici. Storiografo e medico di corte dell\u2019imperatore Massimiliano II.<\/li><li>COSTANTINO CANTACUZENO (ca 1650- 1716), rumeno. Studi\u00f2 a Padova filosofia e diritto negli anni 1667-68. Figura intellettuale di rilievo, fond\u00f2 a Bucarest un\u2019accademia letterario-filosofica sul modello di quella di Padova.<\/li><li>MARKO GERBEC (Marcus Gerbezius) (1658-1718), sloveno. Studi\u00f2 medicina a Vienna, poi a Padova e si laure\u00f2 a Bologna. Fu molto stimato per le sue competenze cliniche. Esercit\u00f2 a Lubiana, dove fond\u00f2 nel 1693 la Academia Operosorum e ove \u00e8 tuttora conservata la sua biblioteca.<\/li><li>DIMITRIJE DEMETER (1811-1872), croato. Si laure\u00f2 in medicina a Padova nel 1836. Drammaturgo e animatore della vita culturale in Croazia, fu uno dei maggiori rappresentanti del movimento illirico.<\/li><li>GIORGIO BENIGNO SALVIATI (?-1540), bosniaco. Cresciuto profugo a Ragusa studi\u00f2 a Padova. Insegn\u00f2 a Firenze, sotto la protezione di Lorenzo il Magnifico e del Salviati, di cui assunse il nome.<\/li><li>GIOVANNI ARGIROPULO (ca. 1410-ca. 1491), greco. Di Costantinopoli, fu a Padova tra il 1441 e il 1450; fu rettore degli Artisti nell\u2019anno 1443-1444 e si addottor\u00f2 nello stesso 1444. Passato a Firenze, fu dottissimo insegnante di greco ed ebbe come allievi il Landino, il Ficino e il Poliziano.<\/li><li>ALESSANDRO MAUROCORDATO (ca. 1636-1709), greco. Nato a Costantinopoli, fu studente a Padova e si addottor\u00f2 in medicina a Bologna nel 1664. La sua opera principale, Pneumaticum Instrumentum circulandi sanguinis sive de motu et usu pulmonum, rappresenta il primo sistematico tentativo di studio delle funzioni del polmone in rapporto alla circolazione del sangue. Fu per trentasei anni, dal 1673 alla morte, gran dragomanno, ossia consigliere ed interprete personale del sultano, adoperandosi a vantaggio dei cristiani. Come plenipotenziario dell\u2019Impero Ottomano, sottoscrisse la pace di Carlowitz (1699).<\/li><li>GIOVANNI ANTONIO CAPODISTRIA (1776-1831), greco. Comp\u00ec a Padova gli studi di medicina. Sostenitore dell\u2019indipendenza della Grecia dall\u2019impero Ottomano, ebbe importanti incarichi diplomatici dallo Zar Alessandro I, svolgendo un ruolo di rilievo nel Congresso di Vienna. Nel 1828 venne nominato presidente della neo-costituita repubblica ellenica. Mor\u00ec ucciso da rivali politici nel 1831.<\/li><li>MARINO BECICHEMO (1468-1526), albanese. Originario di Scutari, fu professore a Ragusa e quindi a Brescia e Mantova. Dal 1519 tenne a Padova la cattedra di arte oratoria.<\/li><li>NICOLO LEONICO TOMEO (1456-1531), albanese. Si laure\u00f2 a Padova nel 1485 e a partire dal 1497 insegn\u00f2 per dieci anni nello Studio, dove lesse per primo Aristotele in greco. Fu uno degli umanisti pi\u00f9 considerati di quel tempo, lodato anche da Erasmo da Rotterdam.<\/li><li>EMANUELE SCIASCIAN (1775-1858), armeno. Si laure\u00f2 in medicina nel 1801 e fu medico famoso a Costantinopoli. Fondatore dell\u2019ospedale di S. Giacomo, promosse la fondazione del primo istituto superiore di medicina nell\u2019impero Ottomano.<\/li><\/ol><p>A sinistra dell&#8217;ingresso troviamo le bandiere usate dall&#8217;Universit\u00e0 dal 1866 al 1892 ed epigrafe in onore di S. Alberto Magno (1193-1280), tedesco, che nei suoi scritti ricorda di avere frequentato le scuole padovane che precedettero la costituzione ufficiale dell&#8217;Universit\u00e0 nel 1222. Sommo filosofo e naturalista fu maestro di S. Tomaso d&#8217;Aquino. Presso le finestre troviamo il busto di Giovanni Zamoyski, (1542-1605), il grande cancelliere e condottiero polacco, studente e Rettore giurista a Padova dal 1561 al 1564, fondatore dell&#8217;Accademia di Zamosc (1594): scrisse di se Patavium virum me fecit; dono dell&#8217;Ambasciatore di Polonia Alfredo Wysock e del pronipote Maur. Zamoyski (1937); e busto di Costantino Cantacuzino (1636-1716), pure studente a Padova, iniziatore degli studi universitari a Bucarest, dono della Accademia Rumena (1943).<\/p><p>Nella sala \u00e8 conservata l&#8217;antica cattedra di Galileo Galilei, che insegn\u00f2 a Padova matematica e fisica dal 1592 al 1610. Si tratta di una struttura lignea dall&#8217;aspetto antico e grezzo, realizzata esclusivamente con materiale di recupero.\u00a0La tradizione vuole che questa cattedra sia stata costruita dai suoi studenti per permettere a Galileo di tenere le sue lezioni nella Scuola Grande dei Leggisti, l&#8217;attuale Aula Magna, vista l&#8217;enorme affluenza di studenti.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c75d389 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c75d389\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-25 elementor-top-column elementor-element elementor-element-9c31a14\" data-id=\"9c31a14\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div 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In origine questa era la grande sala dell\u2019albergo del Bo. Gli affreschi del soffitto sono opera del pittore Giulio Carlini che nel 1854-56 vi rappresent\u00f2 \u201cLa sapienza e le discipline\u201d. Gli stemmi studenteschi alle pareti sono tutti originali. Ancora oggi vi si tengono tutte le cerimonie accademiche pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Nel 1942 l&#8217;Aula&nbsp;venne risistemata dall\u2019architetto Gi\u00f2 Ponti (1891 \u2013 1979), che realizz\u00f2 la parete di fondo con i seggi del Senato Accademico, e&nbsp;l&#8217;adiacente Basilica, una grande sala rettangolare divisa in tre navate separate da colonne in cemento rivestito di stucco rosso, da cui si accede al Bo Novecentesco.<\/p>\n<p>La basilica, che fu progettato dall\u2019architetto Ettore Fagiuoli (1884 &#8211; 1961), \u00e8 arricchita dagli affreschi di Pino Casarini (1897 &#8211; 1972), che ripercorrono la storia politica dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova, dall\u20198 febbraio 1848 fino alla guerra di Etiopia (1935-36) e di Spagna (1936-39). La basilica contiene inoltre molti busti di illustri docenti o personaggi legati allo Studio.&nbsp;<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-fd782ba elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"fd782ba\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-a54bb87\" data-id=\"a54bb87\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d66489b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"d66489b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>La visita si conclude al Cortile Nuovo, il cuore dell&#8217;ala novecentesca di Palazzo Bo.<\/p>\n<p>Lo stile elegante e in particolare il grande bassorilievo del travertino bianco ricordano immediatamente l&#8217;architettura neofascista del periodo di Mussolini.&nbsp;Fu progettato in stile neoclassico dall&#8217;Architetto veronese Ettore Fagiuoli come via di collegamento tra le varie strutture del complesso, e fu realizzata per volont\u00e0 del rettore Carlo Anti.&nbsp;<span style=\"font-size: 14px; color: var( --e-global-color-secondary );\">Si presenta con un notevole effetto scenografico, \u00e8 stato realizzato tutto in pietra d&#8217;Orsera ed ha come massimo ornamento un grande altorilievo in travertino di Attilio Selva (1939), glorificante lo spirito volontaristico della goliardia padovana dal 1848 in poi: opera di solenne nobilt\u00e0.&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 14px; color: var( --e-global-color-secondary );\">A sinistra e a destra della piazza ci sono auditorium dove gli studenti possono ritirarsi per studiare.<\/span><span style=\"font-size: 14px; color: var( --e-global-color-secondary );\">Sotto il portico settentrionale del cortile si apre la sala di ritrovo per gli studentii<\/span><span style=\"font-size: 14px; color: var( --e-global-color-secondary );\">. Di contro, sotto il portico meridionale, \u00e8 la sala riservata alle studentesse.&nbsp;<\/span>Nella parte di fondo del cortile, troviamo un grande altorilievo decorativo, con la figura di Minerva-Vittoria, opera di Paolo Boldrin ( 1942). Sul lato sud del cortile \u00e8 stata ricomposta con gli elementi originali la prima porta monumentale dell&#8217;Universit\u00e0.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-2e997d0 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"2e997d0\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-b39521a\" data-id=\"b39521a\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8d33021 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"8d33021\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"715\" height=\"894\" src=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Padova-in-foto-Universita-Resistenza-e-Liberazione-Jannis-Kounellis-819x1024.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-10767\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Padova-in-foto-Universita-Resistenza-e-Liberazione-Jannis-Kounellis-819x1024.jpg 819w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Padova-in-foto-Universita-Resistenza-e-Liberazione-Jannis-Kounellis-240x300.jpg 240w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Padova-in-foto-Universita-Resistenza-e-Liberazione-Jannis-Kounellis-768x960.jpg 768w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/Padova-in-foto-Universita-Resistenza-e-Liberazione-Jannis-Kounellis.jpg 1092w\" sizes=\"(max-width: 715px) 100vw, 715px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-3329695\" data-id=\"3329695\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7d2b7f8 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7d2b7f8\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Sotto il portico del cortile troviamo l\u2019opera \u201cResistenza e Liberazione\u201d di Jannis Kounellis, commissionata nel 1994 ed inaugurata il 29 maggio del 1995, fu fortemente voluta dall\u2019Universit\u00e0 di Padova con lo scopo di ricordare le vicende eroiche di Ezio Franceschini, Concetto Marchesi e Egidio Meneghetti, tre professori dell\u2019Ateneo patavino protagonisti della Resistenza partigiana. Un\u2019istallazione altamente simbolica e in linea con la tradizione dell\u2019ateneo che, nel 1945, fu unico in Italia ad avere la Medaglia d\u2019oro al valore Militare per il ruolo avuto nella Resistenza.<\/p>\n<p>L\u2019opera \u00e8 stata realizzata con una serie di travi di legno che mostravano i segni del tempo, scheggiate, rovinate, di colori diversi, assemblate secondo una modalit\u00e0&nbsp; gi\u00e0 utilizzata a partire dagli anni Settanta dallo stesso artista. L\u2019opera, incassata nella parete, si compone di stratificazioni irregolari che assumono una conformazione pi\u00f9 lineare nella parte superiore. Jannis Kounellis ha raccolto vecchie travi di legno nei pressi della periferia della citt\u00e0 con l\u2019intenzione di conferire all\u2019intero progetto un valore legato al territorio. La scelta dell\u2019utilizzo del legno assume in questo contesto un secondo significato che rimanda alla famosa cattedra di Galileo Galilei conservata nella Sala dei Quaranta di Palazzo Bo. A completare l\u2019opera tre bandiere della Repubblica Italiana, a ricordarci il valore, l\u2019identit\u00e0, la storia della Nazione e degli italiani.<\/p>\n<p>Vicino al monumento \u00e8 stata collocata una piccola lapide che recita: \u00aballa fede civile e all\u2019azione di Concetto Marchesi, Egidio Meneghetti, Ezio Franceschini e di quanti nell\u2019Universit\u00e0 seppero unire diversi ideali e culture in concorde lotta di popolo per riconquistare all\u2019Italia la libert\u00e0\u00bb.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a230b52 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a230b52\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d87facd\" data-id=\"d87facd\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2dc3c0a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2dc3c0a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Un angolo del Cortile Nuovo\u00a0ospita una stele monumentale \u201cSpirale per Galileo Galilei\u201d dedicata al grande scienziato Galileo Galilei\u00a0e realizzato da Gi\u00f2 Pomodoro. \u00a0<\/p><p>La grande opera in bronzo e granito, \u00e8 stata inaugurata nel 1992 alla presenza dell&#8217;allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Questa scultura \u00e8 frutto di una lunga collaborazione fra Gi\u00f2 Pomodoro e gli organi di Direzione dell&#8217;Ateneo, lo stesso dove Galilei ebbe la sua cattedra dal 1592 al 1610, gettando le basi per la nascita della scienza moderna, ed \u00e8 stata donata all&#8217;Universit\u00e0 dalla FIDIA Farmaceutici.<\/p><p>In una nota redatta all\u2019epoca si legge:\u201cNell\u2019armonia delle forme l\u2019inestricabile intreccio di elementi geometrici differenti, che sembra nascere da sconosciuti principi di ordine e simmetria, \u00e8 l\u2019immagine della Scienza nel suo incessante sviluppare e dipanare problematiche inesauribili. Nella complessit\u00e0 delle vicende umane, ordine e simmetria nella diversit\u00e0 sussistono solo in virt\u00f9 del valore morale e civile della tolleranza.\u201d<\/p><p>Nella parte di fondo del cortile, troviamo il cortile della Meridiana con un grande altorilievo decorativo, la figura di Minerva-Vittoria, opera realizzata da Paolo Boldrin (1942). Allo scultore era stata richiesta una stele a ricordo degli studenti caduti per la Rivoluzione e per la causa fascista. Il primo bozzetto proposto da Boldrin rappresentava il Redentore con le braccia allargate. Sollecitato da Carlo Anti a trovare una soluzione \u201cmeno religiosa\u201d, lo scultore realizz\u00f2 questa figura in pietra calcarea raffigurante la divinit\u00e0 vergine della guerra giusta, della strategia, della saggezza, dell&#8217;ingegno, delle arti utili (architettura, ingegneria, scienza, matematica, geometria, artigianato e tessitura).<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-be42441 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"be42441\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-25 elementor-top-column elementor-element elementor-element-32b00e8\" data-id=\"32b00e8\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div 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Il soggetto, scelto da Ponti sulla base di una reinterpretazione delle indicazioni di Anti, prevede una serie di allegorie delle Scienze e delle Arti, che si susseguono lungo le pareti concave. L\u2019ideale figura del giovane studioso \u00e8 rappresentata mentre affronta questa scalata verso il sapere, passando dalle Scienze naturali a quelle astratte e giungendo, infine, alle Scienze morali, tra le quali spicca la Filosofia, resa come una donna che regge il globo terrestre in mano. Alla sommit\u00e0 della scala trionfa una grande figura femminile, simbolo dell\u2019Universit\u00e0 patavina, che poggia i piedi sulle opere dei suoi pi\u00f9 grandi studenti. I colori vivaci degli affreschi e dei marmi degli scalini sono stati scelti per vivacizzare uno spazio quasi privo di illuminazione naturale.<\/p><p>Ai piedi dello scalone troviamo la statua di Palinuro, ultima opera realizzata dal grande maestro Arturo Martini prima di morire tra il 1946 e il 1947 all\u2019et\u00e0 di 58 anni. Quest\u2019opera fu donata all\u2019Universit\u00e0 di Padova dalla Brigata partigiana \u201cMartiri del Grappa\u201d, raffigura come Palinuro il partigiano Primo Visentin, detto Masaccio, iscritto alla Scuola di Perfezionamento in Storia dell\u2019Arte, comandante di battaglione della Div. \u201cMonte Grappa\u201d, caduto in combattimento a Loria (TV) il 29 aprile 1945. Per Martini, Masaccio \u00e8 morto come Palinuro, il timoniere di Enea che mor\u00ec in vista dell\u2019Italia \u201cperspexit Italium\u201d ed \u00e8 dedicata agli studenti caduti durante la resistenza (1943 \u2013 1945), coloro che s\u2019immolarono per la libert\u00e0 del nostro paese che tuttavia non giunsero a vedere.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-60adc0e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"60adc0e\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d012cfb\" data-id=\"d012cfb\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d8f7581 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"d8f7581\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"715\" height=\"894\" src=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/too_peek-Universita-819x1024.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-10812\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/too_peek-Universita-819x1024.jpg 819w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/too_peek-Universita-240x300.jpg 240w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/too_peek-Universita-768x960.jpg 768w, https:\/\/padovainfoto.it\/wp-content\/uploads\/too_peek-Universita.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 715px) 100vw, 715px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-06d2516\" data-id=\"06d2516\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0fd333a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0fd333a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>All\u2019uscita del Cortile troviamo il Monumento ai Caduti della Grande Guerra.<\/p><p>Un imponente manufatto realizzato nel 1923 dallo scultore Gaetano Orsolini e dall\u2019architetto Giulio Casanova per onorare la memoria degli studenti (numerosi volontari) e docenti caduti sui campi di battaglia. L\u2019ideatore del progetto di dedicare un portone dell\u2019Universit\u00e0 ai duecento soldati caduti (tra cui il proprio figlio Antonio) appartiene a Giuseppe Sarti direttore della Segreteria Universitaria. Il portone, che un tempo dava accesso al cortile antico dell\u2019Universit\u00e0, \u00e8 stato realizzato fondendo il bronzo dei cannoni presi al nemico durante la Prima Guerra mondiale. Fu inaugurato il 10 giugno 1923 alla presenza di Vittorio Emanuele III.<\/p><p>Il monumentale portale \u00e8 diviso in due ante, in cui, due giovani eroi loricati, rappresentanti rispettivamente il \u201cDiritto e l\u2019Amor Patrio\u201d, reggono uno stendardo con incisi i nome dei caduti. Nella rosta bronzea si trova la figura di Minerva seduta, la quale tiene nella destra la spada e nella sinistra la vittoria alata. Le figure sono incorniciate da una decorazione a motivi geometrizzanti scanditi in rilievo raffiguranti i simboli delle varie Facolt\u00e0 dell\u2019Ateneo Patavino.<\/p><p>Questo monumento \u00e8 stato il punto di riferimento delle commemorazioni cittadine ufficiali ai caduti della Grande Guerra fino alla realizzazione dell\u2019Altare della Patria nel 1928.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-23a8501 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"23a8501\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-efe07d1\" data-id=\"efe07d1\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ee9aac4 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ee9aac4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Per informazioni<\/strong><\/p><p>Universit\u00e0 di Padova<br \/>via VIII Febbraio, 2 &#8211; 35122 Padova<br \/>centralino\u00a0049 8275111<br \/>call centre\u00a0049 8273131<br \/>email\u00a0<a href=\"mailto:urp@unipd.it\">urp@unipd.it<\/a><br \/>sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unipd.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.unipd.it<\/a><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1744e3d elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1744e3d\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-be1b44d\" data-id=\"be1b44d\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2ae5b30 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2ae5b30\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Le facolt\u00e0 dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Padova<\/strong><\/p><ul><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Agraria dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/agraria-universita-degli-studi-di-padova\/\">Agraria<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Economia dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/economia-universita-degli-studi-di-padova\/\">Economia<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Farmacia dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/farmacia-universita-degli-studi-di-padova\/\">Farmacia<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Giurisprudenza dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/giurisprudenza-universita-degli-studi-di-padova\/\">Giurisprudenza<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Ingegneria dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/ingegneria-universita-degli-studi-di-padova\/\">Ingegneria<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/lettere-e-filosofia-universita-degli-studi-di-padova\/\">Lettere e Filosofia<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/medicina-e-chirurgia-universita-degli-studi-di-padova\/\">Medicina e Chirurgia<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Medicina Veterinaria dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/medicina-veterinaria-universita-degli-studi-di-padova\/\">Medicina Veterinaria<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Psicologia dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/psicologia-universita-degli-studi-di-padova\/\">Psicologia<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/scienze-della-formazione-universita-degli-studi-di-padova\/\">Scienze della Formazione<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Scienze Matematiche Fisiche Naturali dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/scienze-mm-ff-nn-universita-degli-studi-di-padova\/\">Scienze MM. FF. NN.<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Scienze Politiche dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/scienze-politiche-universita-degli-studi-di-padova\/\">Scienze Politiche<\/a><\/li><li><a title=\"Facolt\u00e0 di Scienze Statistiche dell'Universit\u00e0 degli Studi di Padova\" href=\"https:\/\/www.universita.it\/scienze-statistiche-universita-degli-studi-di-padova\/\">Scienze Statistiche<\/a><\/li><\/ul>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-188bb61 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"188bb61\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7966a9f\" data-id=\"7966a9f\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2432288 elementor-align-center elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"2432288\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/universita-palazzo-bo-2\/\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">Galleria Fotografica<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fondazione dell\u00e2\u0080\u0099Universit\u00c3 di Padova affonda le sue radici in quei processi storici che coinvolsero l\u00e2\u0080\u0099Europa occidentale nel primo e secondo secolo dopo il<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0,"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3620"}],"collection":[{"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3620"}],"version-history":[{"count":143,"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3620\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11766,"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3620\/revisions\/11766"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/padovainfoto.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}